Al compleanno de “El Mundo” si parla di crisi dell’editoria
El Mundo, il celebre quotidiano spagnolo, compie 20 anni e li festeggia con un convegno, “El periodismo del siglo XXI”, in cui si è parlato del futuro dell’informazione e della professione giornalistica.
Dopo il crollo delle vendite (e di conseguenza degli incassi) dei quotidiani negli Stati Uniti, a causa delle notizie che vengono lette direttamente su Internet, il direttore della testata, Pedro J. Ramìrez, ha difeso con forza il giornale, soprattutto da quella che lui ha definito “decontestualizzazione” messa in atto dagli aggregatori di news, prima tra tutti Google.
“Senza il giornale – ha ribadito Ramìrez – non ci sarà più nessun giornalismo”.
Nonostante queste affermazioni, al convegno non potevano non affrontare un’altra problematica, strettamente connessa a questa; mi riferisco alla necessità, nonostante tutto, di inventare un nuovo modello di business per il mondo dell’editoria. La sua crisi infatti è abbastanza grave perché gli editori comincino a pensare a nuovi modelli in grado di adeguarsi alle trasformazioni che, soprattutto negli ultimi dieci anni, l’informazione ha subito.
A tal proposito Pedro J. Ramìrez ha fatto delle proposte ben precise: prima fra tutte quella di puntare sul marchio, dal momento che per lui il giornale è un progetto anche estetico; poi quello di introdurre sistemi di abbonamento e di micropagamenti, per questi ultimi dei quali però bisognerà assolutamente offrire ai lettori un valore aggiunto rispetto a ciò che si può trovare da altre parti (e gratis).
Ovviamente, per fare tutto questo, sarà necessario che i governi promuovano leggi efficaci per proteggere i contenuti on-line, che sono l’unico modo possibile per mantenere in piedi la funzione sociale del giornalismo.
E noi amanti del Web, cosa ne pensiamo? SocialWriters crede che si possano tranquillamente unire le due cose, senza per questo danneggiare o una o l’altra. A patto che si svolga tutto sempre nel massimo della professionalità. E voi cosa ne dite? Aspettiamo ansiosi vostri commenti e/o pareri.









