Google lancia un ultimatum a Pechino: niente censura o andiamo via!
Una vera e propria sfida quella che è in corso tra il motore di ricerca americano, Google, e la Repubblica cinese. Motivo principale della controversia sembra essere la censura che Pechino, automaticamente, applica su file, documenti, link e quant’altro diffusi sulla Rete. Google si è fatto avanti, e anche con voce ferma e forte: o la Cina la smette oppure vanno vanno via.
Come è facile immaginare la querelle tra i due colossi ha anche aumentato i già non pochi conflitti tra la Cina e gli States, che hanno chiesto alla prima spiegazioni riguardo il loro comportamento. E’ stato soprattutto il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, a pretendere una spiegazione da parte delle autorità cinesi: la rappresentante americana, infatti, è fermamente convinta dell’importanza di una collaborazione fiduciosa nel mondo del cyberspazio, a maggior ragione se all’interno di una società e di un’economia moderne.
La questione parte da alcune denunce fatte dal colosso Google, che pare sia stato preso di mira da alcuni hacker cinesi, i quali hanno attaccato (informaticamente parlando!) sia i dissidenti cinesi sia gli attivisti per i diritti umani. E Google, ovviamente, ha risposto minacciando di chiudere il sito Google.cn e, con esso, tutti gli uffici, all’interno dei quali lavorano circa settecento persone. E, in tempi di crisi come questi che viviamo, non è poco!
Certo, a tutt’oggi è ancora difficile sapere con certezza se Google lascerà o meno la Cina. Certe (e ferme) invece le parole che il vice presidente, David Drummond, ha pronunciato durante un’intervista: “Vogliamo un motore di ricerca senza filtri”.
Roberta D’Auria









